DEsPRESSO

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DEsPRESSO

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A dare vita allo spettacolo, ci sono Federica e Giorgia. Federica è una ragazza che sta vivendo la depressione, Giorgia è una ragazza con la Sindrome di Down.
Due gli strumenti espressivi che lo spettacolo utilizza: il teatro-danza e la clownerie (lo “stile” dei clown, che è uno stile semplice ma con una sua naturale poesia).
La prima idea che ci può sorgere è che sia uno spettacolo che parla del “diverso”, del rapporto con chi ha una sofferenza, nel suo corpo o nelle sue facoltà. Eppure, nello svolgersi dello spettacolo, non è su questo che ci soffermeremo. Non è il rapporto col diverso a essere il cuore dello spettacolo.
Federica è in un momento di depressione ed è Giorgia che cerca di aiutarla con tutti i mezzi che ha.
Lo spettacolo ci propone di provare a ribaltare il punto di vista che ci porta a identificare subito chi è “il diverso”.
DEsPRESSO ha un tono molto umano: al centro ci sono proprio due umanità che si incrociano, diverse ma vicini, prossime tra loro (come suggerisce anche la parola “Presso” scritta con la maiuscola nel titolo dello spettacolo).
Un primo tema che emergerà sarà quello della depressione. Ma c’è molto di più: perchè, anche andando al di là del problema depressivo di Federica, ci faremo domande che si applicheranno a ciascuno di noi.
Ci chiederemo: è normale il modo di vivere apatico, pessimistico con cui spesso ci rapportiamo alle nostre giornate? O è normale la positività di un approccio come quello di Giorgia, che non è mai stanca della vita? È normale il disincanto con cui accogliamo le novità, pensando che ci siano sempre fregature, dietrologie, interessi, o è normale lo sguardo naturalmente allegro di Giorgia? Cosa deve essere considerato più “normale”, tra le due cose? Quale stile è più sano e più meritevole di essere adottato?

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