FESTIVAL e RESIDENZE
FESTIVAL “CURA IL FUTURO”
Il festival Cura il Futuro nasce nel 2021 dal Collettivo Clochart, con la direzione artistica di Michele Comite.
È un progetto trasversale e inclusivo: attraversa i comuni del Trentino e si insinua in spazi convenzionali e in luoghi inusuali, tra maggio e dicembre, portando con sé il desiderio di incontro.
Il nome non è un vezzo: Cura il Futuro richiama l’impegno a prendersi cura di chi sarà domani — bambini, famiglie, comunità.
Il festival si rivolge prima di tutto ai più piccoli e a chi li accompagna nella crescita: genitori, educatori, persone che ogni giorno si prendono cura dell’infanzia.
La comunità locale è parte viva della rassegna: intorno agli spettacoli nascono momenti condivisi, in collaborazione con le realtà del territorio, per trasformare il teatro in un gesto collettivo.
Le proposte artistiche toccano temi specifici: il gioco della scena invita a pensare, imparare, crescere.
L’inclusione sociale non è un capitolo a parte: è un fondamento. Ci sono compagnie con attori e attrici con abilità diverse, e prosegue la collaborazione con La Rete Cooperativa attraverso il progetto “Tutti nello stesso Campo”.
Tra gli obiettivi principali: educare all’esperienza del teatro dal vivo come luogo unico di relazione, nutrire la curiosità culturale da vivere insieme, rafforzare il legame tra scuola, famiglia e comunità. Alcuni spettacoli vengono condivisi con il corpo docente e affrontano temi di rilevanza educativa.
Nel 2022 la collaborazione con il Centro Santa Chiara di Trento ha portato nuove agevolazioni per danza e spettacolo, ampliando l’accessibilità della rassegna.
Nel 2024 è nata la sinergia con Cracking Art: le loro sculture, ogni anno diverse, sono divenute simbolo visivo del festival. La lentezza delle lumache colorate è stata il filo che ha guidato una delle edizioni.
Nel 2025 ha preso forma un ponte con il MART di Rovereto: i bambini hanno partecipato a laboratori artistici dentro il museo. Durante la quinta edizione, dedicata al tema “Il Ghiaccio”, questi laboratori si sono svolti all’interno della mostra fotografica di Sebastião Salgado.
