FESTIVAL e RESIDENZE

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Il festival CURA IL FUTURO 2021 è stato ideato dal Collettivo Clochart con la direzione artistica di Michele Comite: trasversale ed inclusivo per aver coinvolto quattro comuni del Trentino, Ala-Brentonico-Mori e Rovereto. Pensato per i bambini, per gli adolescenti ma anche per un pubblico adulto, dove le distanze sono colmate dalla Cura e Professionalità di un collettivo che da dieci anni lavora nel settore del teatro ragazzi.
L’accoglienza è la cura di tutti coloro che sono coinvolti, addetti ai lavori e spettatori, è parte integrante delle performance grazie alla collaborazione con diverse realtà partner del progetto, collegati tra di loro. Oltre agli eventi artistici è stato ideato un percorso di “educazione alla visione” rivolto a studenti e studentesse degli istituti superiori dei comuni coinvolti. Il percorso, in questa prima edizione è condotto da Roberto Rinaldi critico teatrale e direttore responsabile della rivista rumor(s)cena. Gli studenti – partecipanti al laboratorio hanno la possibilità di incontrare/intervistare sia gli attori e/o i registi e di assistere all’allestimento scenico degli spettacoli. Attraverso questa iniziativa gli studenti sono messi nelle condizioni di utilizzare le conoscenze e le abilità personali in situazioni di lavoro o di studio.
Il teatro, racconta Michele Comite, non ha la responsabilità di riprodurre la vita quotidiana ma di suscitare delle riflessioni, problematizzarla, offrire l’occasione per interrogare e interrogarsi. Non certo quella di fornire risposte esaustive o una “verità” che molti ritengono indispensabile. La verità è un dato soggettivo e non può essere trasmissibile come concetto universale, specie se affrontiamo con uno sguardo critico, la poetica, lo sviluppo drammaturgico che sta alla base di un testo teatrale. La critica, continua Roberto Rinaldi, può contribuire a favorire una lettura della messa in scena ma se tiene conto anche di questo principi. Non può e non deve dare risposte esaustive e definitive ai lettori e nemmeno agli artisti. Lo sguardo critico ha delle caratteristiche ben precise in quanto è dotato di strumenti di osservazione, analisi e sintesi, ma deve evitare di concentrarsi sulla convinzione di esercitare un linguaggio spesso non comprensibile al suo referente principale al quale si dovrebbe rivolgere: lo spettatore.