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SUMMARY:VIVERE A TEREZIN
DESCRIPTION:Vivere a Terezin. “Se laggiù organizzano persino dei concerti\, non può essere poi tanto male (Alice Herz-Sommer)” è il titolo dello spettacolo teatrale preparato per la Giornata della memoria 2024 dal Collettivo Clochart per  la regia di Michele Comite\, in collaborazione con il Laboratorio di storia di Rovereto\, con l’accompagnamento delle musiche degli allievi della Civica Scuola Musicale “R.Zandonai”. \nIl Ghetto di Tèrezin in Boemia è stato utilizzato dai nazisti come campo di transito verso i campi di sterminio\, l’anticamera di Auschwitz. Aveva il compito di rappresentare\, per la propaganda nazista\, il volto presentabile del potere: era “la città che Hitler regalò agli ebrei”. A Tèrezin vennero concentrati intellettuali\, artisti\, anziani e molti bambini ritenuti “ebrei non utili” per i lavori forzati. Ad intellettuali ed artisti della Mitteleuropa veniva fatto credere che potevano continuare ad esprimersi creando nuove opere. Suonare o danzare diventa un modo per ‘resistere’ agli aguzzini\, un mezzo di ribellione e speranza per sopravvivere e per dare\, nonostante tutto\, un piccolo momento di gioia ai compagni di prigionia. Tèrezin è l’unico campo di concentramento che venne visitato da una delegazione della Croce Rossa Internazionale. \nIl lavoro teatrale che viene proposto racconta di questa visita e\, attraverso le testimonianze della pianista Alice Herz-Sommer\, della danzatrice Helen Lewis\, del giovanissimo caporedattore della rivista “Vedem” Petr Ginz e della bambina Helga Weiss\, l’esperienza da loro vissuta in questo particolare campo di concentramento. \n
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LOCATION:Teatro Riccardo Zandonai\, Corso Bettini\, 78\, Rovereto\, 38068\, Italia
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