DEsPRESSO

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COSA SUCCEDE DOPO DI NOI?

Una porta.
Due sorelle.
Una voce — quella di una madre — che attraversa lo spazio: forse parla a una sola, forse a entrambe. Forse è memoria, forse è eco.

DEsPRESSO è la storia di un legame che resiste anche quando sembra disfarsi.
Due protagoniste, due sorelle: una cade nel buio della depressione, si ritrae, si chiude, cerca la solitudine come rifugio e prigione.

L’altra è Giorgia, la sorella minore.
Vivace, luminosa, con la Sindrome di Down.
Eppure, contro ogni aspettativa, è lei a vedere più lontano.

Perché a volte chi appare fragile è, in realtà, chi sa tenere il filo.

Lo spettacolo si muove tra ironia e dolore, tra leggerezza e ferite aperte.
In scena prende forma una ragnatela: intricata, vischiosa, simbolo della depressione che avvolge e immobilizza.

Giorgia non la teme.
Nodo dopo nodo, prova a scioglierla.
E quando il ragno torna a tessere, lei resta. Resiste. Insiste.

Con una naturalezza disarmante.
Con un amore che non chiede di essere capito.

DEsPRESSO è un attraversamento:
della fragilità, della cura, del bisogno reciproco.

È un racconto in cui i ruoli si ribaltano,
e dove ciò che sembra mancare diventa, invece, forza.

Perché a volte è proprio lì, nelle crepe,
che entra la luce.

Nel contesto del “dopo di noi”, lo spettacolo evidenzia anche l’importanza di costruire una rete di supporto e di relazioni significative per le persone con disabilità, affinché possano continuare a vivere una vita piena e soddisfacente anche quando i loro genitori non ci saranno più. Il legame tra Viviana e Giorgia diventa un simbolo di questa necessità di vicinanza, comprensione e solidarietà, dimostrando che la diversità non è un limite, ma una risorsa preziosa.

DICONO DI NOI…

Una porta. Due sorelle che hanno bisogno l’una dell’altra, ma non riescono ad accorgersene. La voce dei genitori che parla ad una di loro, forse a tutte e due. DEsPRESSO, spettacolo di Collettivo Clochart con regia e drammaturgia di Michele Comite, è uno spettacolo che ha due protagoniste, Viviana e Giorgia, interpretate dalle omonime Viviana Pacchin e Giorgia Benassi. Viviana è in momento buio della sua vita, la depressione, che la porta a voler sempre stare da sola. Giorgia è la sorella piccola, allegra e vivace, con la Sindrome di Down. Anche se non sembrerebbe, la più bisognosa tra le due è Viviana, e Giorgia cerca di aiutarla con tutte le sue forze e con immediata naturalezza. Lo spettacolo va avanti tra scene comiche e drammatiche e con coreografie (firmate da Jemima Hoadley e Hillary Anghileri) che rappresentano la lotta di Viviana per districarsi da una grande ragnatela, simbolo della depressione. Giorgia aiuterà Viviana a sciogliere ogni nodo, scacciando il ragno che cerca di tessere quella ragnatela. I temi e i messaggi sono numerosi: la lotta contro la depressione, l’aiuto reciproco, la forza dell’amore… ma soprattutto il fatto che apparenti debolezze possono rivelarsi grandi pregi.

Galleria

Trailer

Spettacolo adatto per affrontare con i bambini l’Obiettivo n°10 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

Dettagli produzione
Caratteristiche Produzione
Riconoscimenti / Premi 🥇