COSA SUCCEDE DOPO DI NOI?
Una porta.
Due sorelle.
Una voce — quella di una madre — che attraversa lo spazio: forse parla a una sola, forse a entrambe. Forse è memoria, forse è eco.
DEsPRESSO è la storia di un legame che resiste anche quando sembra disfarsi.
Due protagoniste, due sorelle: una cade nel buio della depressione, si ritrae, si chiude, cerca la solitudine come rifugio e prigione.
L’altra è Giorgia, la sorella minore.
Vivace, luminosa, con la Sindrome di Down.
Eppure, contro ogni aspettativa, è lei a vedere più lontano.
Perché a volte chi appare fragile è, in realtà, chi sa tenere il filo.
Lo spettacolo si muove tra ironia e dolore, tra leggerezza e ferite aperte.
In scena prende forma una ragnatela: intricata, vischiosa, simbolo della depressione che avvolge e immobilizza.
Giorgia non la teme.
Nodo dopo nodo, prova a scioglierla.
E quando il ragno torna a tessere, lei resta. Resiste. Insiste.
Con una naturalezza disarmante.
Con un amore che non chiede di essere capito.
DEsPRESSO è un attraversamento:
della fragilità, della cura, del bisogno reciproco.
È un racconto in cui i ruoli si ribaltano,
e dove ciò che sembra mancare diventa, invece, forza.
Perché a volte è proprio lì, nelle crepe,
che entra la luce.
Nel contesto del “dopo di noi”, lo spettacolo evidenzia anche l’importanza di costruire una rete di supporto e di relazioni significative per le persone con disabilità, affinché possano continuare a vivere una vita piena e soddisfacente anche quando i loro genitori non ci saranno più. Il legame tra Viviana e Giorgia diventa un simbolo di questa necessità di vicinanza, comprensione e solidarietà, dimostrando che la diversità non è un limite, ma una risorsa preziosa.






