Che Pacco!

Che Pacco!

LE ORIGINI DI UN MALESSERE

Viviamo circondati da scatole.
Le inseguiamo, le desideriamo, le impiliamo dentro le nostre vite come promesse di felicità immediata. Ogni pacco contiene un’attesa: qualcosa che dovrebbe completarci, stupirci, riempire un vuoto che torna sempre.

Ma cosa resta, quando la carta cade a terra?

CHE PACCO! nasce da una riflessione sul consumismo contemporaneo e sul valore emotivo che attribuiamo agli oggetti. Il regalo diventa simbolo di un desiderio costruito, spesso svuotato dal mercato, dalla velocità, dall’abitudine all’accumulo. Il pacco è seduzione, aspettativa, illusione.

Eppure, nel momento esatto dell’apertura, qualcosa si incrina.

L’opera sposta l’attenzione da ciò che è contenuto a ciò che lo circonda: il gesto del donare, la presenza dell’altro, il tempo dedicato, l’intenzione invisibile che nessun oggetto può sostituire. Perché il vero contenuto del pacco non è mai il prodotto, ma la relazione che tenta — fragilmente — di attraversarlo.

In un mondo dove tutto può essere comprato, spedito e consegnato in ventiquattro ore, CHE PACCO! prova a interrogare ciò che non può essere impacchettato: l’affetto, l’assenza, il bisogno umano di sentirsi scelti davvero.

Alla fine, il regalo passa.
Chi resta è chi lo ha pensato per te.

 

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